Conseguenze sociali della rivoluzione industriale
In questo documento l'industriale inglese Robert Owen descrive la giornata lavorativa dei più giovani operai del cotonificio di New Lanark, prima che lo acquistasse nel 1799.
«... in quel tempo constatai che vi erano 500 bambini, che erano stati presi da ospizi per i poveri, e questi bambini erano generalmente dell’età di 5 e 6 anni fino a 7 e 8 anni. Le ore di lavoro in quel tempo erano 13, incluso l’orario per i pasti per i quali si concedeva un’ora e mezza. Ben presto mi accorsi che il loro sviluppo fisico e mentale era sostanzialmente danneggiato dall’essere essi occupati al lavoro, a quell’età, nei cotonifici per undici ore e mezza al giorno. È vero che quei bambini avevano un bell’aspetto e a un osservatore superficiale apparivano in buona salute; pure essi erano in generale deformi negli arti, il loro sviluppo fisico era arrestato e, sebbene a istruirli fosse impegnato un maestro, che faceva loro lezione regolarmente ogni sera, in generale essi progredivano molto poco anche nell’imparare il comune alfabeto...»
(deposizione resa da Robert Owen a una commissione parlamentare nel 1816)
Nei cotonifici (come in genere nelle altre fabbriche) lavoravano anche bambini. Di che età?
Quanto durava il loro turno di lavoro?
b. Dove si procurava i suoi piccoli operai il proprietario del cotonificio?
c. I bambini andavano anche a scuola? Quando? Avevano tempo per giocare?
d. Il lungo lavoro recava danni al loro corpo e alla loro mente? Perché non riuscivano
a imparare l’alfabeto, secondo te?